“Khost”: tre incontri per assaggiare la lingua cimbra, riscoprire le proprie radici e le origini di un cultura del lavoro

Calato il sipario sulla 35^ edizione de La Montagna in città, non si arrestano tuttavia le iniziative promosse dall’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti per rendere i suoi cittadini sempre più consapevoli del territorio in cui vivono. Così dopo la numerosa partecipazione all’Aperitivo con gli autori, svoltasi nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, durante il quale tra gli altri interventi è stato presentato Khost, mini corso di lingua cimbra, sono ufficialmente partite le iscrizioni. Il corso si svolgerà a Schio tra dicembre 2026 e gennaio 2027 con la conduzione della Prof.ssa Nicoletta Dal Lago.

Data di pubblicazione: Lunedì, 19 Ottobre 2026

Tempo di lettura: 3 min

Immagine: Khost nella faggeta al sorgere del sole

Schio, 19 ottobre 2026

Calato il sipario sulla 35^ edizione de La Montagna in città, non si arrestano tuttavia le iniziative promosse dall’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti per rendere i suoi cittadini sempre più consapevoli del territorio in cui vivono. Così dopo la numerosa partecipazione all’Aperitivo con gli autori, svoltasi nel pomeriggio di sabato 17 ottobre, durante il quale tra gli altri interventi è stato presentato Khost, mini corso di lingua cimbra, sono ufficialmente partite le iscrizioni. Il corso si svolgerà a Schio tra dicembre 2026 e gennaio 2027 con la conduzione della Prof.ssa Nicoletta Dal Lago.

Sarà la prima volta che la città di Schio ospita un corso di lingua cimbra e si spera che, dando l’esempio, non sarà l’ultima, contribuendo così ad alimentare l’esistenza delle lingue minoritarie. L’originale proposta viene dall’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti che si è vista di recente riconoscere dalla Regione del Veneto, dopo averlo proposto, la gestione del Cammino Cimbro di Santa Margherita, anch’esso presentato nei giorni scorsi. Il cammino, altro non è che il percorso – il cosiddetto “Corridoio cimbro” - che antiche popolazioni bavaresi solcarono fin dalla metà dell’XI secolo. Dall’Altopiano dei Sette Comuni si diffusero verso la Valdastico, nella Val Leogra e nella Valle dell’Agno, fino a raggiungere i monti Lessini nel veronese. Nel contempo si realizzarono insediamenti anche sull’altopiano di Lavarone, a Luserna e in altre valli trentine.

Dal 1500 e fino a tutto l’Ottocento, grazie anche alla manodopera specializzata di origine “alemanna”, al suo spirito imprenditoriale e alla cultura del lavoro, ebbero origine i maggiori centri industriali della provincia di Vicenza e dell’intera regione veneta.

Il legame tra l'eredità cimbra e lo sviluppo economico del territorio vicentino non si limita infatti all'ambito agro-pastorale o linguistico, ma ha gettato le basi per la stessa nascita di un peculiare modello industriale.

Forti di un secolare know-how artigianale — maturato nella lavorazione del legno, nella metallurgia, nell'estrazione mineraria e nella filatura domestica della lana — molte famiglie e maestranze (i cui cognomi come Rossi, Marzotto, Federle, Saccardo, Dalle Molle, Dal Brun, rinviano a un'origine germanica) si integrarono nelle dinamiche produttive della pianura, passando dai primi opifici alla creazione di piccole e medie imprese manifatturiere, tessili e meccano-tessili e plasmando quel modello industriale diffuso ("calato sul territorio" e integrato nel paesaggio) che ha reso celebre Schio e l'intero Alto Vicentino.

Diversamente da quanto è successo per le comunità cimbre insediate sui monti, in cui istituzioni culturali sono già presenti da molti anni per lo studio e la conservazione della lingua e della cultura cimbre, pochi finora si sono occupati degli insediamenti cimbri della Valdastico, della Val Leogra e della Valle dell’Agno, nonostante l’estensione e la popolosità di queste valli sia maggiore di tutte le altre zone.

Ciò si spiega in parte con il maggior isolamento dei cimbri delle “terre alte” che conservarono più a lungo il dialetto di origine tedesca. Viceversa, le comunità a valle, assunsero via via la parlata delle genti di pianura.

Solo negli ultimi anni, la consapevolezza che gran parte della gente che abita qui è di origine cimbra, si è andata risvegliando, anche grazie ai romanzi di Umberto Matino che hanno svelato toponimi e cognomi locali, spesso camuffati, ma di chiara provenienza germanica.

Riscoprire oggi la lingua e la cultura cimbra significa dunque anche rendere omaggio alle radici di una cultura del lavoro che ha saputo evolversi da sussistenza montana a motore economico di un'intera area.

Il “Khost”, letteralmente “assaggio”, in cimbro, propone dunque un breve corso, condotto dalla Prof.ssa Nicoletta Dal Lago, per un avvicinamento alla lingua delle origini, riconoscendo nell’assortimento delle lingue, una ricchezza da tutelare.

Sarà possibile seguire il corso sia in presenza, a Palazzo Toaldi Capra, che online, dalle 10.00 alle 11.30, di sabato, nelle date

12 dicembre

16 gennaio

30 gennaio

Per l’iscrizione, che sarà possibile fare compilando un modulo online attraverso un QR code, oppure telefonando alla segreteria dell’Unione Montana allo 0445 530533, è richiesta una quota di 15 euro.

Maria Grazia Dal Prà

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Ultima modifica:Lunedì, 19 Ottobre 2026