Schio, 9 gennaio 2026
Un corso gratuito, teorico e pratico per imparare a costruire i muri a secco: è questa la proposta formativa che l’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti, nell’ambito del progetto Green Communities con il coordinamento di AVVI - Studio associato e la collaborazione di ITLA - ITALIA, Scuola Italiana della Pietra a Secco, ha presentato nel pomeriggio di giovedì 8 gennaio 2026 presso la sede della Protezione Civile a Schio. Si parte la prossima settimana con un primo corso rivolto a cittadini e attività e si proseguirà a marzo con un secondo modulo dedicato a tecnici e professionisti.
Sala piena con oltre cinquanta persone, attente e motivate, per la serata in cui sono state illustrate le modalità di svolgimento e partecipazione al corso per la costruzione in pietra a secco, tecnica ampiamente utilizzata in passato anche nel territorio vicentino.
Si tratta di una pratica costruttiva vecchia come il mondo di cui si trovano tracce perfino nel Neolitico e ora è anche Patrimonio Unesco: la tecnica della costruzione a secco, di cui sono noti soprattutto i muri e le “masiere” nei numerosi terrazzamenti collinari e montani che disegnavano i paesaggi veneti (e non solo), viene riproposta oggi dall’Unione Montana a tecnici e professionisti ma anche a semplici cittadini che desiderino fare proprio uno strumento dalle valenze molteplici.
Come bene hanno spiegato i relatori che si sono alternati negli interventi, di quella che è stata a tutti gli effetti una prima lezione introduttiva al tema, costruire utilizzando pietre rinvenute sul posto, scegliendo quelle adatte e sovrapporle senza uso di cemento, fino a ottenere dei manufatti destinati a durare nel tempo, non è soltanto funzionale, come nel caso dei terrazzamenti, a guadagnare spazi di coltivazione altrimenti non fruibili. Ci sono infatti valenze morfologiche, microclimatiche, di spietramento dei terreni, biologiche per flora e fauna. Senza dimenticare gli aspetti sociali della condivisione con una comunità e quelli estetici, perfino artistici che vanno a modificare, spesso abbellendolo, il paesaggio.
L’intervento formativo mira quindi alla trasmissione della consapevolezza dell’interdipendenza tra montagna e pianura, tra piccole azioni individuali e macro-risultati, riconoscendo il terrazzamento come strumento di prevenzione idrogeologica e salvaguardia della pianura, come esempio di economia circolare e di bene culturale che assume una nuova funzione rispetto alle necessità dell’origine. L’area considerata, è il territorio dell’Unione Montana Pasubio – Piccole Dolomiti, una “terra di mezzo” con alcune criticità ma ricca di naturalità e bellezza paesaggistica spesso a servizio della pianura. Gli obiettivi sono la conoscenza del ruolo dei terrazzamenti, nell’assetto idrogeologico vallivo, della biodiversità, e i vantaggi ecosistemici tra la terra di mezzo e la pianura tendenzialmente urbanizzata.
In un tempo in cui sicuramente l’aspetto economico legato all’agricoltura non è prioritario per quantità di produzione, i terrazzamenti offrono però nicchie per produzione di qualità in quantità limitata (che ne accresce il valore). Ma è soprattutto alla salvaguardia degli equilibri idrogeologici che i terrazzamenti concorrono in modo indispensabile, specialmente da quando è iniziata l’avanzata dei boschi per l’abbandono dei pascoli: l’aumento della copertura vegetale è una condizione che favorisce i fenomeni di erosione e aumenta il rischio idrogeologico.
“Siamo davvero orgogliosi di poter offrire questa preziosa occasione di apprendimento pratico ai cittadini che vivono nei comuni dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti - dichiara il presidente Mosè Squarzon – un vero accesso ai saperi di una volta e al recupero di un tempo in cui gli uomini dialogavano con i luoghi in cui vivevano. Quella dei muri a secco è una pratica diffusa a ogni latitudine e in ogni epoca e i benefici che ne derivano sono noti. È importante non perdere queste conoscenze per far comprendere, soprattutto ai giovani, le profonde connessioni che esistono tra gli elementi ambientali e gli aspetti antropici. Senza contare che abilità antiche e perfezionate nei secoli, potrebbero diventare anche ottime opportunità lavorative”.
Il bacino territoriale interessato all’iniziativa è quello dei 10 comuni dell’Unione: Monte di Malo, Piovene Rocchette, Posina, Recoaro Terme, San Vito di Leguzzano, Santorso, Schio, Torrebelvicino, Valdagno, Valli del Pasubio.
I criteri di selezione dei candidati sono i seguenti:
- Residenza nei comuni dell’Unione Montana PPD
- Attività nei comuni dell’UMPPD: artigiano, agricoltore, operatore ambientale
- Associazioni con interesse in campo ambientale operanti sul territorio dell’UMPPD
- A parità di requisiti, priorità il più giovane
Tra le professionalità dei docenti troviamo quelle dell’architetto, agronomo, archeologo, artigiano specializzato, guida ambientale.
Il cantiere si svolgerà a Valli del Pasubio, Valmaso, in contrà Lauga, esposto al sole in questa stagione e già parte di un sistema di terrazzamenti articolato, oltre a trovarsi su una delle varianti di percorso della “Via dell’acqua”.
Informazioni e iscrizioni:
https://www.avvi.it/progetti/azione-formativa/
Tel: 366 1135009
Maria Grazia Dal Pra’