Schio, 21 maggio 2026
Il progetto “Case a 1 euro” è giunto alle battute finali. È stata infatti pubblicata sul sito istituzionale dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti, la graduatoria che, in base alle richieste pervenute, ha assegnato tredici case ad altrettanti interessati. Questi ultimi dovranno ora confermare la loro intenzione di proseguire nel progetto.
È stato un procedimento lungo e a tratti tortuoso ma alla fine, con il lavoro della commissione che ha esaminato le richieste pervenute, si è finalmente giunti all’assegnazione di tredici delle ventisei case messe a disposizione per il progetto Green Communities: “Case a 1 euro”.
Lungo il percorso, alcuni hanno rinunciato, altre case non sono proprio state prese in considerazione.
L’iniziativa, partita un anno fa, ha visto la disponibilità di ventisei immobili da parte di cittadini che hanno aderito all’idea di ridare vita a case fatiscenti, a volte veri e propri ruderi. Dall’altra parte, a fronte di centinaia di telefonate ed email giunte agli uffici dell’Unione per chiedere informazioni, solo 78 si erano mutate in domande formali.
Nonostante ci fosse stato grande interesse da oltre il confine nazionale (tedeschi, danesi, inglesi, brasiliani…) gli assegnatari sono tutti italiani e quasi tutti veneti. Dodici sono residenti in Veneto (di cui nove in provincia di Vicenza e di questi due nei comuni dell’Unione; due in provincia di Treviso, uno in provincia di Venezia) e uno di Milano. Due delle case assegnate sono a Valli del Pasubio, due a Posina e nove a Recoaro Terme.
“I numeri di questa operazione possono sembrare piccoli rispetto agli sforzi messi in campo – dichiara Mosè Squarzon presidente dell’Unione Montana – ma crediamo che sia stato importante fare questo passo e aprire una strada che potrebbe essere imitata da altri e portare altri frutti più avanti. Intanto stiamo a vedere se e quante ristrutturazioni saranno completate e quale impatto potranno avere nei rispettivi contesti, rispetto alle motivazioni che ci hanno spinto a promuovere questo progetto, ovvero la rigenerazione dei territori”.
Ora la palla passa alla dozzina (più uno) dei nuovi proprietari che dovranno adempiere alle prescrizioni e agli obblighi previsti e soprattutto ai tempi:
- stipula del contratto di compravendita entro due mesi
- presentazione del progetto entro sei mesi dalla stipula
- inizio lavori entro dodici mesi dal rilascio del permesso
- completamento lavori entro tre anni dal rilascio del permesso
Gli assegnatari saranno avvisati a mezzo di comunicazione PEC o lettera raccomandata. Al momento l’Unione Montana non procederà a un ulteriore bando per nuove assegnazioni e le case non assegnate torneranno nella disponibilità dei rispettivi proprietari.
Maria Grazia Dal Pra’