Schio, 23 aprile 2026
L’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti ha messo insieme un altro importante carrello di acquisti, a supporto delle squadre di Protezione Civile, per la riduzione del rischio idrogeologico. Una macchina insacchettatrice per la sabbia con l’allestimento del relativo camion e l’acquisto di sensori idrometrici che permettono di valutare la portata di un torrente.
Due delle squadre che operano in zona, hanno perciò partecipato a un corso di formazione a cura dell’azienda che ha realizzato questa tecnologia, e a breve saranno consegnati i materiali per capire in che punti posizionarli in caso di necessità
All’interno del progetto Fondi FOSMIT 2023 per la riduzione del rischio idrogeologico, l’Unione Montana Pasubio e Piccole Dolomiti si è recentemente dotata di nuovi strumenti tecnologici. una macchina insacchettatrice per la sabbia con allestimento del relativo camion destinato a portare a destinazione i sacchi di sabbia prodotti, progetto condiviso con 10 delle 12 squadre di volontariato e l’acquisto di sensori idrometrici per la misurazione di portata dei torrenti. Si tratta di sensori amovibili che rilevano l’altezza raggiunta dal corso d’acqua e inviano a una “valigetta rossa” provvista di adeguato software di elaborazione, il segnale.
In questo modo i volontari delle squadre di Protezione Civile potranno monitorare costantemente e in tempo reale l’eventuale aumento della portata di un fiume. I dati rilevati saranno trasmessi al COC (Centro Operativo Comunale) e/o al COI (Centro Operativo Intercomunale), strutture deputate a valutare gli scenari di eventuali emergenze e interventi correlati. Due di questi strumenti saranno assegnati alla Valle dell’Agno e altrettanti alla Valle del Leogra.
Comitato Valle Agno e Pasubio Alto Vicentino, due delle squadre che operano in zona hanno dunque partecipato a un otto ore di formazione per imparare a usare gli strumenti che a breve saranno consegnati in attesa di un utilizzo in posizioni variabili, da definire.
“La gestione consapevole e la valutazione concreta delle emergenze è la chiave per sapere dove indirizzare gli interventi – dichiara Mosè Squarzon presidente dell’Unione – e in questo caso la tecnologia ci aiuta a conoscere in anticipo cosa possiamo attenderci dal verificarsi di certi fenomeni meteorologici e ambientali. È un bel passo anche in una prospettiva di ottimizzazione del prezioso lavoro che le squadre di volontari garantiscono puntualmente in difesa del nostro territorio”.
Il progetto è stato promosso e organizzato per specifica iniziativa dell’Unione Montana e coordinato da Manuel Grotto, tecnico responsabile della stessa Unione e coordinatore delle squadre di Protezione Civile, con gestione diretta di tutta la parte amministrativa, con identificazione delle necessità e successivi bandi di gara e appalti.
Maria Grazia Dal Pra’